Il Milite Ignoto

I Simboli

Durante la stesura della sceneggiatura del cortometraggio “4 novembre 1921” è stato deciso di inserire dei simboli che potessero richiamare le tappe del percorso seguito dalla commissione che si occupò del recupero delle 11 salme portate ad Aquileia. Partendo da questo punto è stato possibile rievocare anche altri elementi fondamentali della vicenda che sono stati richiamati volutamente per dare modo a chi visionasse il filmato di riflettere sugli avvenimenti, la cultura, la vita e molte eredità di quel periodo giunte fino a noi.

Il primo spunto di lavoro parte dai simboli collegati agli 11 luoghi di esumazione delle salme. Per ogni località è stato selezionato un elemento che richiamasse le modalità del ritrovamento, la posizione o gli eventi storici che ne hanno portato alla scelta.

Coloro che non conoscessero le vicende o volessero approfondirle possono avvalersi della sezione dedicata 

La proposta didattica nata da questo lavoro è suddivisa quindi in 11 sottosezioni, che non vanno intese come percorso unico ma si prestano ad una selezione, permettendo di adattare il lavoro in base alla classe, ai temi da approfondire o al tempo che si desira dedicare. Poichè il nostro intento è quello di dare degli spunti di lavoro, le proposte si collegano in primis a STORIA ed ED. CIVICA, ma anche docenti di altre materie sapranno cogliere facilmente le opportunità di lavoro e utilizzare il materiale inserendolo nelle proprie programmazioni.

1 – ATTIVITA’ DI RICERCA DEI SIMBOLI

come attivatore iniziale, dopo aver dato una spiegazione della storia del Milite Ignoto si propone agli alunni la visione del cortometraggio “4 novembre 1921” e si chiede loro di segnare su una scheda in quali scene riescono a scorgere i simboli proposti.

Qui di seguito vi presentiamo l’esatta posizione.

SIMBOLO

SCENA

CAMPANA nella parte iniziale viene ripresa una campana e se ne sente il suono
GALLERIA nella seconda scena con protagonisti dei soldati, l’ambientazione è in una galleria
FILO SPINATO nella scena dell’accampamento, seguendo il percorso dei cavalli, la telecamera si pone dietro un filo spinato
LETTERA la lettera viene letta e si vede nella scena del treno
AEREO nella scena con l’aviatore
MARINAI nella scena dei due marinai che giocano a carte
CIMITERO nella scena iniziale dove compare/scompare il soldato
CAPORETTO (soldato ferito) nella scena con le crocerossine è presente un soldato ferito
MOSCHETTO in tutte le scene con dei soldati sono presenti i moschetti
GRANATA nella scena in galleria, sul tavolo, si nota una granata usata come posacenere
ELMETTO nelle scena del comando i soldati del picchetto indossano l’elmetto

Terminata la visione si proporrà una condivisione dei risultati avviando una discussione. In base alle scelte del docente sarà quindi possibile iniziare un approfondimento che tenga conto degli interessi degli studenti o si colleghi ad altre materie coinvolte (ampliando il lavoro in chiave multidisciplinare). 

2 – ATTIVITA’ DI APPROFONDIMENTO

Nella seconda parte del lavoro riportiamo i possibili approfondimenti legati ai singoli simboli. 

  • La campana:

il primo corpo fu prelevato in Vallagarina, vicino a Rovereto (TN), qui dopo la guerra fu creato un monumento molto importante, la Campana dei Caduti o campana della pace in memoria dei caduti di tutte le guerre (fusa con i cannoni usati durante la Prima guerra mondiale).

FOTO: La Campana dei Caduti (Rovereto)

L’attività di approfondimento potrebbe interessare un percorso di EDUCAZIONE CIVICA legato alla Pace che colleghi questo monumento ad altri simili presenti sul territorio italiano come quello nei pressi di Montecassino (http://www.associazioneseraf.it/museo/scheda_aggiornamento.html?cod_museo=31&cod_aggiornamento=54 ) che ricorda i bombardamenti avvenuti durante la Seconda guerra mondiale; oppure ampliando lo sguardo spingersi in altri Stati, come il Monumento alla pace dei bambini (comprensivo anche di una campana), situato all’interno del Parco della memoria della pace, che commemora i minorenni morti a causa della bomba nucleare a Hiroshima, in Giappone.

Un’attività di STORIA potrebbe collegare questo monumento agli ossari creati dopo la Prima guerra mondiale, unendo gli spunti previsti nel quarto punto dedicato al Monte Grappa e studiando i sacrari distribuiti sui territori teatro di combattimento: Asiago, monte Pasubio, monte Cimone, Bassano del Grappa. In tal caso è possibile approfondire le motivazioni che hanno spinto alla costruzione, le modalità di recupero e spostamento dei corpi e le differenze tra un ossario e un cimitero militare (su quest’ultima possibilità è previsto un futuro lavoro di approfondimento). 

L’attività sui monumenti ossari può ricongiungersi con l’ED. CIVICA in classe terza, ma anche in prima o seconda, rapportando lo stemma della regione Veneto con gli stemmi delle signorie medievali o lo stemma del proprio Comune, e con le discipline di ARTE e TECNOLOGIA, elaborando lo stemma della propria famiglia, della classe o della scuola di appartenenza.

  • La galleria:

il secondo corpo fu cercato nel settore del monte Pasubio, in particolare sul monte Palom e i due denti chiamati Dente Italiano e Dente Austriaco, che sono un groviglio di gallerie, in particolare quelle del Dente Italiano presero il nome delle brigate che le realizzarono e le presidiarono, talvolta vennero chiamate con il nome del generale che ne dispose l’allestimento (Papa, Ferrario, Ghesi,…).

FOTO: Mappa del Pasubio con il tracciato della Strada delle 52 gallerie

Fra i tanti video dedicati al monte Pasubio, abbiamo scelto questa testimonianza che potrebbe essere utile per iniziare il lavoro.

Guarda il video

La Strada delle 52 gallerie

Partendo da questo sito si può studiarne la storia, indagando sulle difficoltà incontrate e sull’uso della manodopera militare (Arma del Genio dell’Esercito Italiano). L’elenco numerato delle gallerie, con il riferimento a chi sono dedicate, può dare spunto per un lavoro a gruppi di ricerca dedicato ad alcuni dei personaggi più significativi, si tenga conto che fra gli altri sono presenti l’irredentista trentino C. Battisti, gli irredentisti istriani N. Sauro e F. Filzi, il Generale Medaglia d’Oro A. Papa e il Capo di Stato Maggiore L. Cadorna.

Le 52 Gallerie – Escursioni  Partendo da questo sito si può creare un’attività multidisciplinare che preveda la programmazione di un viaggio d’istruzione con attenzione alle necessarie precauzioni vista la difficoltà dell’escursione.

FOTO: I Rievocatori del 157rgt Brigata Liguria durante la salita delle 52 gallerie

  • IL filo spinato:

per il terzo corpo cercarono sul monte Ortigara. A Nord di Asiago in un quadrato di 10 km di lato erano stati creati 13 cimiteri di guerra tra italiani e austriaci. Le ricerche non furono semplici a causa del terreno molto roccioso; proprio per questa difficoltà un corpo fu rinvenuto perchè sepolto superficialmente, ma circondato da filo spinato che probabilmente era stato posizionato per evitare l’avvicinarsi degli animali.

FOTO: La Brigata Liguria in trincea durante una rievocazione storica

Partendo da queste premesse è possibile programmare un lavoro incentrato sull’uso di nuove armi durante la Prima guerra mondiale, collegandosi al materiale proposto anche nel nono punto dedicato al moschetto.

In questo spezzone della trasmissione “Ulisse. Il piacere della scoperta” https://www.youtube.com/watch?v=2Odeyz5imDo 

viene spiegato l’uso del filo spinato e dell’armatura Farina nel primo conflitto mondiale. La visione dell’intera trasmissione è possibile collegandosi a Raiplay.

Per approfondire le battaglie del monte Ortigara, proponiamo una serie di siti informativi: 

Come visto il monte Ortigara è stato teatro di violente battaglie, ciò viene ricordato dagli stessi alpini che hanno rievocato quei momenti in un canto molto noto, “Tapum!”, del quale ne sarebbe interessante lo studio del testo. Il lavoro si può collegare con quello proposto nel punto seguente. 

  • Canti degli alpini:

la Commissione si sposta sul Monte Grappa. Qui erano ancora evidenti i segni delle linee teleferiche e telefoniche costruite appositamente per poter permettere i combattimenti in quella posizione, altri interventi furono necessari per i rifornimenti di acqua. Per tutti questo luogo rimane legato ad alcuni canti popolari, non tutti di autore conosciuto, che ricordano i sacrifici di quel conflitto.

    FOTO: Rievocatori della Brigata Liguria mentre salgono verso la cima del Monte Asolone nel Massiccio del Grappa

    Un possibile lavoro potrebbe confrontare lo studio di alcuni testi per far emergere le preoccupazioni dei soldati, ma anche alcuni aspetti interessanti del pensiero del tempo. Punto di partenza sarà “Il Piave mormorava” da affrontare insieme al gruppo classe come modello di studio:

    https://www.youtube.com/watch?v=VluxUjVSMW0&list=PLzlUVicJeFlTVGWeP3sEFmcIug39AqKDe (Il Piave mormorava)

    In seguito proponiamo di scegliere uno o più testi tra quelli che potrete trovare nella pagina proposta e consegnarne uno a ogni gruppo di studio nel quale sarà stata divisa la classe, in modo da permettere che gli alunni lavorino in cooperative learning. Si consiglia di fornire una traccia di analisi o una check list per supportare il lavoro. 

    http://www.canzoneitaliana.it/canzone-italiana-1900-1950/canzoni-e-guerra/ 

    Altro interessante argomento di approfondimento è la storia del soldato Peter Pan, sepolto nell’ossario del monte Grappa. Nel video che vi proponiamo (diviso in due parti) troverete un lungo documentario che confronta il Peter Pan soldato con quello letterario. Poichè vengono affrontati temi delicati, si consiglia un filtro da parte dell’insegnante con la selezione di alcuni spezzoni in base alla classe. Per chi non conoscesse questa storia o cercasse del materiale più semplice, segnaliamo la presenza di numerosi video brevi su Youtube.

    Ulteriori materiali di lavoro che vogliamo segnalare:

    • “SOLDATO PETER PAN” di Ferdinando Celi (per adulti o ragazzi dalla terza media fino alle superiori) è il libro scritto dal giornalista del Gazzettino che, sottoforma di romanzo racconta la vera storia del soldato Peter Pan e della sua famiglia. Interessante poiché offre notizie sulla composizione disomogenea dell’esercito imperiale austriaco, inoltre fornisce spunti per educazione civica e rispetto delle minoranze etniche.
    • RAGAZZI IN GUERRA” di Stefano Motta (per ragazzi). Storia del soldato Peter Pan e di altri ragazzi al fronte.

    Un ottimo approfondimento/focus sul ruolo di Bassano del Grappa e del Monte Grappa negli anni 1917/18  è disponibile del DVD “CIELI ROSSI” di Manuel Zarpellon e Giorgia Lorenzato. Spiegazioni chiare e semplici ma efficaci video e cartine.

    Approfondendo la storia del monte Grappa sarà interessante anche uno studio della costruzione dell’ossario che ha avuto un percorso complesso e articolato. La versione oggi visitabile risale al periodo tra il 1932 e il 1935, progettata dallo stesso architetto del sacrario militare di Redipuglia. Inseriamo qui due pagine dedicate al sacrario:

    Da questo punto sono possibile varie diramazioni di lavori interdisciplinari come un percorso in GEOGRAFIA per analizzare la posizione dei principali ossari italiani, un percorso di studio delle costruzioni e dei diversi stili architettonici, oppure un approfondimento su questo sacrario attraverso la lettura del libro “Il moro della Cima” di P. Malaguti nel quale emerge il problema della gestione della memoria dei caduti (si veda la bibliografia per ulteriori chiarimenti). (S: link alla bibliografia)

    FOTO: La tomba del Soldato Peter Pan (Sacrario del Monte Grappa)

    FOTO: Il Sacrario del Monte Grappa

    • L’aereo:

    il quinto corpo fu recuperato sul Montello, proprio qui cadde l’aereo del nostro primo asso dell’aviazione Francesco Baracca. Riportiamo alcuni siti e articoli che spiegano la sua storia per iniziare un lavoro di approfondimento: 

    FOTO: La replica dello SPAD XIII di Francesco Baracca durante le riprese del Corto “4 novembre 1921”

    Volendo approfondire la storia dell’aviazione italiana nella prima guerra mondiale è possibile iniziare da questo sito: https://www.lagrandeguerra.net/ggaviazione.html 

    Mentre l’archivio storico Dal Molin offre delle interessanti schede sulle principali battaglie della Prima guerra mondiale. Qui inseriamo il collegamento al sito e, nello specifico, quello alla battaglia del Montello. Archivio Storico Dal Molin http://www.archiviostoricodalmolin.com/montello-nervesa (battaglia del Montello)

    • I marinai:

    per recuperare il sesto corpo la Commissione si diresse a Jesolo, dove al tempo era presente un cimitero militare (cimitero di Ca’ Gamba in località Cavazuccherina – attuale Jesolo) che oggi non esiste più in quanto le salme sono state tutte sposate, e la zona adibita ad altro uso. Nel tratto terminale del Piave, da S. Donà a Cortellazzo, il reggimento di fanteria di Marina San Marco si occupò della difesa di questo settore.

      FOTO: Rievocatori marinai della Regia Marina durante le riprese del Corto “4 novembre 1921” (nello sfondo il monumento alla barca sul Piave)

      Proponiamo degli approfondimenti sulla storia della Marina italiana:

      marinaio_regio_esercito

      FOTO: Fante di Marina in uniforme storica

      • Il cimitero di guerra:

      spostandosi in Cadore, a Cortina, non fu possibile trovare un corpo sepolto isolatamente, quindi la Commissione decise di riesumare una salma da un cimitero militare immerso nel bosco.

      In questo caso proponiamo un lavoro con My Maps, utilizzando l’elenco dei cimiteri sotto riportati, è possibile creare un percorso che tocchi i più importanti o quelli in alcune zone precise del fronte. Utilizzando poi Google Earth scoprirete che alcuni ossari sono in parte visitabili a 360°.

      valmagnaboschi_cimitero

      FOTO: Il picchetto della Brigata Liguria durante la cerimonia annuale presso il cimitero di Valmagnaboschi

      • Caporetto:

      per recuperare l’ottava salma si recarono sul Monte Rombon nei pressi di Caporetto, teatro dei ben noti eventi. In questo caso proponiamo di approfondire gli eventi attraverso due documentari, uno breve e uno più lungo, che raccontano come sono andati gli eventi:

       I seguenti link si possono trovare all’interno del canale you tube «La Linea della Memoria». È il canale del Museo della Battaglia di Vittorio Veneto. Al museo è annesso il «Memoriale dei Cavalieri di Vittorio Veneto». Questo canale è uno spazio dedicato agli appassionati di storia in generale e a quelli di storia militare in particolare. Si rivolge però anche a quanti amano sentir raccontare le «le storie della storia» …

      FOTO: Piccolo cimitero italiano nei pressi di Caporetto

      FOTO: Rievocatori della Brigata Liguria durante un escursione nei boschi

      Spunti per musica

      • il moschetto:

      il nono corpo fu recuperato sul monte S. Michele, sotto una croce in legno fu riesumato un corpo scheletrico che stringeva il suo moschetto. 

      Partendo dallo studio di questa arma in dotazione ai soldati italiani è possibile creare un percorso di confronto con le armi degli altri eserciti, oppure approfondire le nuove tecnologie adottate durante la guerra come già proposto nel punto dedicato al filo spinato e come troverete nel prossimo punto.

      FOTO: Moschetto italiano Carcano mod. “1891”

      Trovandoci sul monte San Michele il riferimento immediato, in ambito letterario, va a Giuseppe Ungaretti, trattando il quale sarà sicuramente evidente la molteplice varietà di percorsi individuabili.

      • le granate:

      poco lontano fu recuperato il corpo successivo, a Castagnevizza del Carso, limite massimo raggiunto dall’avanzata italiana, dove il numero delle vittime risulta incalcolabile. Oggi questa località si trova all’interno dei confini sloveni. Qui, sotto una piramide di sassi, furono rinvenuti due corpi sconosciuti, fu scelto il corpo più martoriato che riportava i chiari segni di scoppio di granata. 

      Nuovamente il percorso sulle nuove armi della guerra è qui facilmente collegabile (si vedano le ulteriori proposte fatte con il filo spinato e il moschetto). In questo caso elenchiamo due spezzoni di documentario e un filmato legato ai ritrovamenti in Francia:

      In alternativa si consiglia un lavoro sui cambiamenti del fronte italiano nel corso della guerra.

      • l’elmetto:

      per la ricerca dell’ultimo corpo la Commissione si recò alle fonti del Timavo, scelte anche perché luogo dove, durante un attacco frontale a delle postazioni austriache, era caduto il maggiore Giovanni Randaccio fraterno amico di D’Annunzio (in quell’occasione avevano portato con loro un enorme tricolore di dodici metri che volevano innalzare sul castello di Duino una volta liberato). Randaccio, colpito da una raffica di mitragliatrice, fu ricoverato nell’ospedale di Monfalcone e lì assistito dall’amico D’Annunzio fino alla morte. Durante le ricerche fu rinvenuta la parte di un elmetto che sporgeva dal terreno.

      FOTO: Elmetto italiano “Adrian” con foro da granata, conservato al Museo del Risorgimento di Vicenza, appartenuto ad un fante del 157rgt Brigata Liguria

      3 – ALTRI POSSIBILI APPROFONDIMENTI

      SUGGERIMENTI PER ATTIVITA’ INTERDISCIPLINARI

      1. GEOGRAFIA E STORIA

      • Partendo da questo cortometraggio è possibile presentare attività sulle carte geografiche sia storiche che attuali. Sono infatti reperibili molti documenti contenenti carte usate durante la prima guerra mondiale per fare uno studio degli spostamenti delle truppe o più semplicemente di quelli del fronte, della posizione dei principali forti italiani confrontandoli anche con quelli austriaci. 

      Altro lavoro potrebbe essere fatto seguendo il percorso della Commissione per il recupero delle salme (per esempio l’organizzazione delle tappe di una gita di classe predisposta dai ragazzi utilizzando My Maps), a tal fine elenchiamo le località toccate:

      • Udine (luogo di partenza e punto di raccordo)
      • Trento e Rovereto (prima meta, luogo di rientro dopo il ritrovamento del primo corpo sui monti nei pressi di Rovereto, qui verrà custodita la prima salma nella notte dopo il ritrovamento)
      • Monte Pasubio
      • Bassano del Grappa (luogo di sosta della Commissione per alcuni giorni durante i quali furono eseguite le ricerche nelle montagne circostanti)
      • Asiago (da qui la Commissione si diresse sul monte Ortigara, poi rientrò a Bassano passando per Gallio dove fu fermata da civili che protestavano perchè non volevano fosse portato via quel corpo dal luogo dove era morto)
      • Monte Grappa
      • Conegliano (altra tappa di sosta della Commissione)
      • Montello
      • Cavazuccherina (attuale Jesolo)
      • Udine (rientro della Commissione con i feretri)
      • Cortina (giunti da Tolmezzo, Passo della Mauria, Pieve di Cadore)
      • Gorizia (trasferimento delle 7 salme e spostamento della Commissione)
      • Monte Rombon
      • Monte San Michele
      • Castagnevizza del Carso (attuale Kostanjevica)
      • Fonti del Timavo

      Il risultato atteso potrebbe essere questo: Esempio di mappa

      i fiumi vissuti dagli eserciti nella Prima guerra mondiale 

      Per l’Italia il Piave, l’Isonzo, per la Francia il fiume Marna

      In particolare per l’Italia, un caso da studiare è il fiume carsico Timavo

      https://www.beniculturalionline.it/post.php?n=2556

      2. INDAGINE SUI PROTAGONISTI

      E’ possibile compiere un’indagine sui protagonisti di questa vicenda.

      la figura forse più nota e più rilevante fu quella di Maria Bergamas. 

      Maria Bergamas, nata a Blasizza, era un’umile popolana con tre figli: due femmine, Anna e Giovannina, e un maschio. Il figlio Antonio, nato a Gradisca il 19 ottobre 1891 e vissuto a Trieste era un mazziniano con una forte passione politica e un diploma magistrale. Essendo un irredentista convinto, entrò in Italia di nascosto per arruolarsi tra i primi allo scoppio della guerra, per farlo utilizzò un nome fittizio (Antonio Bontempelli) dato che, se fosse stato catturato dagli Austriaci, non doveva risultare come loro suddito, altrimenti sarebbe stato immediatamente impiccato (si veda la storia di Cesare Battisti o Enrico Chiesa).

      Divenne sottotenente del 137° reggimento fanteria brigata Barletta, combattè sul Carso e in Trentino e morì il 18 giugno 1916 sul monte Cimone colpito durante un attacco da mitragliatrice austriaca. Il corpo fu seppellito nel vicino bosco di Marcesine dove era situato un cimitero militare che fu in seguito colpito da un violento cannoneggiamento, per questo il corpo risulta disperso in guerra. 

      FOTO: Maria Bergamas